GIORNATA MONDIALE SINDROME DI DOWN

La scelta del 21 marzo non è casuale: alla base della sindrome di Down, la più comune forma di disabilità intellettiva, c’è un’anomalia genetica, un cromosoma in più (tre invece di due) nella coppia n. 21. Il tema di quest’anno, «Leave no one behind», sottolinea che tutte le persone, comprese quelle con sindrome di Down, devono avere pari diritti e opportunità in ogni aspetto della vita. «Le persone con sindrome di Down, come tutte le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, rappresentano una risorsa importante per la comunità e non vogliono più essere soggetti passivi di decisioni altrui che le riguardano direttamente e che influenzano la loro vita – afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas, Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale – . È fondamentale, quindi, spiegare come gli atteggiamenti negativi e la mancanza di conoscenza di tale potenziale si traducano nel lasciare indietro le persone con sindrome di Down»

In occasione di questa giornata, il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down (CoorDown onlus) ha promosso la campagna di sensibilizzazione internazionale #ReasonsToCelebrate, insieme all’associazione Down Syndrome International e con il contributo di associazioni di altri Paesi: Down Syndrome Australia, Down’s Syndrome Association (Gran Bretagna), Down Syndrome Albania Foundation e le associazioni svizzere Art 21 Association Romande Trisomie 21 e Progetto Avventuno. Nel video, realizzato in collaborazione con le agenzie FCB México e SMALL New York, diretto dal regista ungherese Rudolf Péter Kiss e prodotto da Switzerland’s GOSH* a Budapest, i protagonisti di quattro diversi Paesi, Gran Bretagna, Albania, Svizzera e Italia, sottolineano che al momento non ci sono molti motivi per festeggiare la giornata mondiale della sindrome di Down: «Quando tutti noi, non solo qualcuno di noi, avremo più opportunità a scuola, nel lavoro, nella vita sociale, solo allora avremo davvero dei motivi per festeggiare». «Con la campagna – sottolinea Antonella Falugiani, presidente di CoorDown –vogliamo scuotere le coscienze di tutti per denunciare quanto sia ancora lontano l’obiettivo di piena parità di diritti e opportunità per tutte le persone con sindrome di Down».

articolo tratto dal Coriere.it del 21 marzo 2019

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